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Danzaterapia: cos’è, a cosa serve e 4 benefici che la ricerca conferma

La danzaterapia è una di quelle parole che si trovano ovunque e quasi mai con lo stesso significato. C’è chi la usa per una vera professione clinica praticata negli ospedali, chi per un corso di ballo rilassante del giovedì sera. Le due cose non sono la stessa e conviene saperlo prima di iscriversi da qualche parte.

Insegniamo danza a Pietra Ligure e ci capita spesso che qualcuno arrivi in sala chiedendo proprio questo: “fate danzaterapia?”. La risposta onesta è no, e più avanti spieghiamo perché. Nel frattempo però vale la pena capire cos’è, chi la pratica davvero, cosa dicono gli studi seri e in quali casi ti serve un terapeuta invece di un insegnante.

Cos’è la danzaterapia

La danzaterapia, o danzamovimentoterapia, usa il movimento del corpo come strumento di lavoro psicologico e relazionale. Non si imparano passi e non c’è una coreografia da eseguire. Il movimento serve a far emergere quello che con le parole fatica a uscire: tensioni, emozioni, modi di stare in relazione con gli altri.

Nasce negli Stati Uniti negli anni Quaranta, quando la danzatrice Marian Chace inizia a lavorare con pazienti psichiatrici all’ospedale St. Elizabeths di Washington. Si accorge che persone che non parlavano da mesi rispondevano al movimento condiviso. Da lì la pratica si struttura, entra nelle università americane e negli anni Ottanta arriva anche in Italia.

Nel 1997 nasce l’Associazione Professionale Italiana Danzamovimentoterapia (APID), che in assenza di una legge dedicata stabilisce i requisiti di formazione e le regole di esercizio della professione. È l’ente a cui guardare se stai cercando un professionista.

Gruppo Di Adulti In Cerchio Durante Una Seduta Di Danzaterapia In Una Sala Luminosa

Il danzamovimentoterapeuta non è un insegnante di danza

Questa è la distinzione che salta più spesso, e che crea più confusione. Il percorso di formazione APID dura tre anni, prevede supervisione, lavoro personale e tirocinio, e richiede una base sia sul movimento sia sulla relazione d’aiuto. Un insegnante di danza, anche bravissimo, non ha quella formazione e non dovrebbe usare quel titolo.

Un danzamovimentoterapeuta lavora in contesti precisi: reparti di salute mentale, RSA, centri per le dipendenze, scuole con bambini in difficoltà, gruppi di persone con malattie neurodegenerative. Spesso in équipe con psicologi e fisioterapisti. Il suo obiettivo non è farti ballare meglio.

Un insegnante di danza, invece, ti insegna a ballare. Il benessere che ne ricavi è reale, ci torniamo tra poco, però arriva per un’altra strada: la musica, il gruppo, il corpo che si muove per un’ora senza pensare ad altro.

Cosa succede in una seduta di danzaterapia

Chi non ne ha mai vista una immagina qualcosa di strano. In realtà è abbastanza semplice. Il gruppo si dispone in cerchio, di solito una decina di persone. Si parte da un riscaldamento morbido, respirazione e ascolto del corpo. Poi il terapeuta propone consegne di movimento aperte, tipo “muovi solo le mani come se stessi scrivendo nell’aria”, e osserva cosa succede.

Non ci sono specchi, non c’è una sequenza giusta e nessuno guarda se sei a tempo. Le sedute durano intorno all’ora e si chiudono quasi sempre con un momento di parola, in cui chi vuole racconta cosa ha sentito. Il lavoro sta lì, nel passaggio tra il movimento e quello che ne emerge.

I benefici della danzaterapia secondo la ricerca

Qui bisogna essere precisi, perché su questo argomento circola parecchio entusiasmo poco sostenuto dai dati. Riportiamo quello che gli studi dicono davvero, compreso quando dicono “non lo sappiamo”.

Umore e depressione: prove ancora deboli

La revisione Cochrane di Meekums e colleghi del 2015 ha esaminato la danzamovimentoterapia come trattamento della depressione. Ha trovato tre soli studi utilizzabili, per un totale di 147 partecipanti, con qualità metodologica bassa. Conclusione: non ci sono prove sufficienti né a favore né contro. Negli adulti si intravede un effetto migliore rispetto alle cure standard, ma non clinicamente significativo; negli adolescenti nessuna differenza.

Meta-analisi più recenti sono un po’ più ottimiste, però lavorano ancora su campioni piccoli. Tradotto: la danzaterapia può essere un valido supporto dentro un percorso di cura, non un sostituto della psicoterapia o dei farmaci quando servono.

Ansia e stress: qui il corpo aiuta

Sul fronte dell’ansia e della tensione quotidiana i risultati sono più solidi, anche perché entra in gioco l’effetto dell’attività fisica in sé. Muoversi con regolarità abbassa i livelli di cortisolo, migliora la qualità del sonno e dà un’ora della settimana in cui la testa smette di macinare. L’Istituto Superiore di Sanità raccomanda agli adulti almeno 150 minuti di attività moderata a settimana, e la danza rientra pienamente nel conto. Lo stesso meccanismo vale in palestra contro lo stress, dove a cambiare è solo il tipo di movimento.

Parkinson, equilibrio e andatura

È l’ambito dove il movimento danzato ha dato i risultati più interessanti. I programmi di danza per persone con Parkinson, nati con l’esperienza Dance for PD a New York e oggi diffusi anche in Italia, mostrano miglioramenti su equilibrio, lunghezza del passo e qualità della vita percepita. Il ritmo musicale funziona da riferimento esterno e aiuta a organizzare il movimento in modo che altre attività non riescono a fare.

Memoria e invecchiamento

Uno degli studi più citati è quello di Verghese pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 2003: 469 persone over 75 seguite per circa cinque anni. Tra le attività del tempo libero associate a un rischio ridotto di demenza compare il ballo, insieme alla lettura e ai giochi da tavolo. L’ipotesi degli autori è che conti la componente cognitiva, cioè ricordare sequenze e coordinare il corpo mentre la musica va avanti.

Persone Over 60 Che Ballano Insieme, Tra I Benefici Della Danzaterapia Su Equilibrio E Memoria

Danzaterapia o corso di danza: come capire cosa ti serve

Un modo veloce per orientarti è partire dal motivo per cui stai cercando.

Se il tuo obiettivo èDove andare
Elaborare un lutto, un trauma, una difficoltà psicologicaDanzamovimentoterapeuta con formazione riconosciuta, meglio se in accordo con chi ti segue
Supporto in un percorso di cura per Parkinson, disabilità, salute mentaleProgramma specifico in struttura sanitaria o associazione dedicata
Scaricare stress, rimetterti in movimento, stare meglio nel corpoCorso di danza per adulti in una scuola seria
Aiutare un bambino timido a sciogliersi e stare nel gruppoDanza creativa o propedeutica, con un insegnante che lavora bene sui piccoli
Recuperare mobilità e postura dopo anni fermoPilates, ginnastica dolce o classi di mobilità

Le ultime tre righe sono quelle che riguardano la maggior parte delle persone che ci scrivono. Cercano la parola “terapia” perché stanno male in modo generico, sono stanche, dormono poco, hanno la schiena rigida. Quasi sempre quello che serve è tornare a muoversi con costanza, in un posto dove ci si trova bene.

Ballare fa bene anche senza chiamarlo terapia

Chi riprende a ballare da adulto lo racconta quasi sempre allo stesso modo: le prime due lezioni sono imbarazzanti, alla terza si dimentica di guardarsi allo specchio, dopo un mese aspetta il giovedì sera. Non è un effetto misurabile in laboratorio, però tiene le persone in sala per anni, e la costanza è quello che produce i risultati veri sul corpo e sull’umore.

Se stai valutando di ricominciare, abbiamo raccolto i dubbi più comuni nella guida su danza per adulti. Se invece ti interessa il lato fisico, i numeri sul consumo calorico stanno nell’approfondimento su ballare per dimagrire. Per chi ha superato i sessanta e cerca qualcosa di più graduale c’è la ginnastica dolce over 60, mentre chi vuole lavorare su mobilità e rigidità articolare di solito parte da Flexability.

A Pietra Ligure: cosa trovi da noi e cosa no

Mettiamolo nero su bianco. A Identity non facciamo danzamovimentoterapia: nessuno del nostro staff ha la formazione APID e non ci sembra corretto usare quel nome per attrarre iscrizioni. Se stai cercando un percorso terapeutico, chiedi all’APID o al tuo medico un professionista qualificato in zona.

Quello che facciamo è insegnare danza a persone di ogni età, dentro una struttura che tiene insieme scuola di danza, palestra e area wellness. Hip hop e danze street, contemporanea, afro, danza creativa per i più piccoli, Pilates con macchinari Reformer. Molte persone entrano cercando benessere e finiscono per restare perché si trovano bene con il gruppo.

Siamo in Viale Europa 44 a Pietra Ligure, a pochi minuti da Borgio Verezzi, Finale Ligure e Loano. Per orari, disponibilità e per capire da quale corso partire conviene una telefonata al 329 143 9405 oppure un messaggio dalla pagina contatti.

Che differenza c’è tra danzaterapia e corso di danza?

Nella danzaterapia il movimento è uno strumento di lavoro psicologico condotto da un professionista formato, senza passi da imparare. In un corso di danza si impara a ballare, e il benessere arriva come conseguenza dell’attività fisica e del gruppo.

Chi può esercitare la danzamovimentoterapia in Italia?

In assenza di una legge specifica, i requisiti sono stabiliti dall’APID, che dal 1997 regola formazione e pratica professionale. Il percorso riconosciuto dura tre anni e prevede supervisione e tirocinio.

La danzaterapia funziona contro la depressione?

La revisione Cochrane del 2015 ha trovato prove di qualità bassa su tre studi e 147 partecipanti, senza conclusioni definitive. Può essere un supporto dentro un percorso di cura, non un sostituto della psicoterapia o della terapia farmacologica.

Serve saper ballare per iniziare?

No. Nella danzaterapia non esiste un livello tecnico da raggiungere. Anche nei corsi di danza per adulti si parte dalle basi e nessuno si aspetta che tu sappia già muoverti a tempo.

A Identity Dance School fate danzaterapia?

No. Offriamo corsi di danza, fitness e wellness a Pietra Ligure, con insegnanti di danza. Per un percorso di danzamovimentoterapia occorre rivolgersi a un professionista con formazione riconosciuta.

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